L’Unione europea e l’Australia aprono un nuovo capitolo nella cooperazione su ricerca e innovazione. Nella giornata di ieri, le due parti hanno avviato formalmente i negoziati per l’associazione di Canberra a Horizon Europe, il programma quadro europeo da 93,5 miliardi di euro, considerato il principale strumento europeo per finanziare l’eccellenza scientifica e lo sviluppo tecnologico.

L’annuncio arriva a pochi giorni dalla visita in Australia della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e si inserisce in un contesto di rafforzamento più ampio delle relazioni bilaterali, con un focus particolare su tecnologie strategiche, transizione verde, salute e resilienza delle catene di approvvigionamento.

Secondo la Commissione, l’obiettivo è duplice: da un lato consolidare un partenariato tra “Paesi affini” in un contesto globale sempre più competitivo, dall’altro tradurre la cooperazione scientifica in risultati tangibili per cittadini e imprese. “Stiamo procedendo rapidamente per avvicinare i nostri ecosistemi dell’innovazione”, ha dichiarato la commissaria europea per le Start-up, la Ricerca e l’Innovazione Ekaterina Zaharieva, sottolineando come Horizon Europe rappresenti “il programma di ricerca più grande e prestigioso al mondo”.

L’Australia non parte da zero. Già oggi ricercatori e organizzazioni australiane partecipano attivamente a oltre 200 progetti finanziati da Horizon Europe, in ambiti che spaziano dalle materie prime critiche all’energia pulita, dall’innovazione digitale alla ricerca sanitaria. Tuttavia, l’attuale status limita l’accesso diretto ai fondi europei e impone condizioni meno favorevoli rispetto a quelle riservate agli Stati membri e ai Paesi associati.

Qualora l’accordo di associazione andasse in porto, gli enti australiani potrebbero accedere direttamente ai finanziamenti europei, partecipare ai bandi alle stesse condizioni dei partner europei e inserirsi più facilmente in consorzi di lungo periodo. Bruxelles punta inoltre a ridurre gli oneri amministrativi, uno dei principali ostacoli alla cooperazione internazionale nei programmi di ricerca.

L’apertura all’Australia si inserisce nella strategia europea di costruire una rete globale di partner nella ricerca e nell’innovazione, in cui sono già stati coinvolti Corea del Sud e Singapore, per fare fronte all’intensificazione della competizione tecnologica con Cina e Stati Uniti. A essere privilegiate sono democrazie avanzate con standard elevati in materia di ricerca e governance.

Attualmente sono 22 i Paesi associati a Horizon, tra cui Regno Unito, Norvegia, Svizzera e diversi Paesi dei Balcani occidentali, come Albania, Montenegro e Serbia. L’eventuale ingresso dell’Australia rafforzerebbe ulteriormente questa “coalizione dell’innovazione”, ampliando la portata geografica del programma anche nell’Indo-Pacifico, area sempre più centrale per le strategie europee.

La cooperazione con Canberra è inoltre vista come un tassello chiave per la sicurezza delle catene di approvvigionamento, in particolare per quanto riguarda le materie prime critiche necessarie alla transizione digitale ed energetica. L’Australia è infatti uno dei principali produttori mondiali di minerali strategici, elemento che la rende un partner prezioso per Bruxelles.

I negoziati si aprono mentre la Commissione guarda già al futuro del programma. Per il prossimo bilancio pluriennale, Bruxelles ha proposto di raddoppiare i fondi destinati a Horizon, portandoli a 175 miliardi di euro. Una scelta che riflette la crescente centralità della ricerca e dell’innovazione nella competitività europea nei piani dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen.

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